Tirocini brevettati e relativi metodi di svolgimento

Sono convinta che la maggior parte della gente ignori completamente il significato di parole come calandratura, alesatore cilindrico, materozza interna, cappellotto filettato, brocce per esterni… Per non parlare poi di altri termini come rotogalvanostegia e nicotinammideadenindinucleotidefosfato, che non soltanto sono al limite della pronunciabilità, ma sembrano una via di mezzo tra i versi di una delle poesie metasemantiche di Fosco Maraini e degli scioglilingua ben più temibili del classico “precipitevolissimevolmente”!

Di sicuro per me, prima di questi due mesi di stage da Metafrasi, era così; anzi, a dirla proprio tutta, io di molte di queste parole e dei relativi referenti ignoravo addirittura l’esistenza. Prima di quest’esperienza, infatti, avrei giurato che ugello fosse la forma arcaica in italiano trecentesco per il più moderno termine “uccello”. Ma a suon di brevetti su argomenti di chimica, farmacologia, medicina, meccanica e ingegneria, ho imparato presto che il traduttore brevettuale affronta termini come questi e molti altri ogni giorno, e ho potuto rendermene conto personalmente, cimentandomi appunto per la prima volta in vita mia in traduzioni estremamente tecniche, che di termini come questi ne hanno a iosa.

Il mestiere del traduttore o della traduttrice brevettuale non è semplice; dopo essersi posizionato/a in modo più o meno statico su un supporto da seduta montato girevolmente e dotato di ruote per il movimento, con un tempo di permanenza su detto supporto da seduta compreso in un intervallo che va da 4 a 8 ore, egli/ella lavora ininterrottamente, parola dopo parola, al fine di fornire al proprio cliente un prodotto di elevata qualità.
In base a questa mia esperienza in Metafrasi, ho potuto constatare che la traduzione, in particolare quella brevettuale, non è affatto un lavoro facile ma una volta che si comincia, che il dado con flangia è tratto, non ci si può tirare indietro e bisogna andare fino in fondo. Ogni traduzione è una sfida a sé, che pone difficoltà linguistiche e terminologiche sempre nuove, costellata di dubbi, ripensamenti e un’attenzione quasi maniacale ai dettagli; a volte si rischia di perdere le staffe angolari quando non si riesce a comprendere come tradurre correttamente un termine, e si ricorre a qualsiasi mezzo a disposizione per venirne a capodibanda. Ci vuole grande concentrazione molare, e una pazienza d’acciaio al cromo molibdeno.

Anche se a volte il tempo a disposizione era poco, la mole a legante vetrificato di lavoro era tanta, le scadenze incombevano e si era sotto pressione litostatica, la disponibilità e il supporto a vite delle ragazze non sono mai mancati. In questo ufficio, infatti, ogni lavoro viene svolto con la massima serietà e professionalità, ma sempre in un’atmosfera martensitica serena. Gli scherzi, le chiacchiere e le risate con le ragazze sono stati per me una valvola di uscita preziosa per riprendere fiato tra una sfida di traduzione e l’altra. Inoltre ho potuto contare in ogni momento sui consigli e sulla piena disponibilità e professionalità di tutte le ragazze del team, oltre alla loro umanità e simpatia.

Non sono mancati poi i momenti “gastronomici”, di convivialità e di degustazione di specialità della cucina napoletana, bontà tradizionali americane offerteci da Joanna, dolci per festeggiare compleanni e ricorrenze dei tipi più disparati; torroncini, biscotti, torte al cioccolato e alla cremagliera e circa un milione di caffè e ginseng.
Ho svolto sicuramente un tirocinio importantissimo per la mia formazione di lega superficiale, estremamente arricchente e di alto valore di coppia massima. In questi due mesi ho imparato molto e, anche se non sono ancora un’esperta della tecnica, posso dire di poter rivendicare un’esperienza assolutamente positiva, più preferibilmente bellissima, e ancor più preferibilmente straordinaria, di cui avrò memoria di traduzione per sempre.

Team & Trainees in Metafrasi

Team di traduttrici, PM e tirocinanti di Metafrasi

Per tutto questo ringrazio di cuore Sabrina, Irene, Roberta, Veronica, Miriam, Joanna e anche il piccolo Daniel, il mio compagno di giochi; vi ricorderò sempre con molto affetto e molta gratitudine.

S. Maddalena

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