Grande Giove, era un condensatore!

Mancano esattamente 6 mesi, e noi siamo in trepidante attesa da quasi 30 anni.

Il 21 ottobre 2015 è vicino e ci stiamo preparando ad accogliere Marty MacFly e “Doc” Emmet Brown nel migliore dei modi: le scarpe autoallaccianti saranno in commercio entro quest’anno, con le videochiamate siamo ormai degli esperti, i volopattini sono finalmente una realtà e Google si è già preoccupato di creare qualcosa di molto simile a quegli strani occhiali che la famiglia McFly indossa mentre è a cena.

Eppure, pensandoci bene, c’è ancora qualcosa che manca ed è proprio la cosa più importante: la mitica DeLorean.

delorean_BTTF

Una spiegazione per questa lacuna noi ce la siamo data e, guarda caso, il problema potrebbe essere sorto proprio da un errore di traduzione!

Cosa sarebbe successo, infatti, se un inventore italiano, spagnolo, tedesco o francese, appassionato di Ritorno al futuro e con qualche carica di plutonio a disposizione, avesse voluto creare e brevettare realmente la DeLorean basandosi sulle descrizioni presenti nella saga? Probabilmente avrebbe fallito.

Quando descrive la sua invenzione, infatti, Doc parla del “flux capacitor”, l’elemento fondamentale della sua DeLorean, quello apparsogli nel 1955 in una sorta di visione e che, dopo 30 anni di estenuanti ricerche, gli ha consentito di viaggiare nel tempo.

La versione italiana del film, però, parla di un “flusso canalizzatore”, un errore al quale si pone rimedio soltanto in un’occasione e addirittura nel terzo episodio della saga; ma è ormai troppo tardi, gli scienziati sono già intenti a ricercare un flusso in grado di canalizzare non si sa bene cosa!

Non va meglio con altre versioni tradotte del film: si passa dallo spagnolo “condensador de fluzo”, in cui si sostituisce il flujo con il più esotico ma inesistente fluzo, al tedesco “Fluxkompensator”, in cui il condensatore diventa un compensatore, per poi arrivare al francese in cui si parla addirittura di un “convecteur temporel” (convettore temporale) invece che di un “condensateur de flux”. Insomma, sembra quasi che abbiano voluto deliberatamente boicottare gli scienziati non anglofoni!

Ma non perdiamoci d’animo, se fino a oggi gli inventori italiani hanno cercato un flusso che canalizzasse qualcosa, gli spagnoli si sono chiesti cosa fosse il fluzo, i tedeschi si sono arrovellati sulla creazione di un improbabile compensatore e i francesi hanno cercato di trovare metodi per realizzare un convettore, a breve avremo qui Doc in carne e ossa che potrà finalmente brevettare la sua DeLorean utilizzando la terminologia corretta e sfruttando la passione e la competenza di chi lo ha aspettato per 30 anni!

Se, infatti, volessimo approcciare con occhio tecnico la questione, ovvero, se avessimo a che fare, ad esempio, con la traduzione errata di un vero brevetto, allora l’errore di traduzione, da divertente espediente per un post un po’ nerd, rappresenterebbe un problema serio. L’accuratezza terminologica, è infatti alla base di una buona traduzione e chi ha scelto di fare il nostro lavoro con coscienza lo sa bene. Tradurre termini che descrivono oggetti non ancora inventati non è così insolito per chi lavora nel campo delle traduzioni brevettuali e lo è ancora meno il dover affrontare testi contenenti una terminologia molto complessa e specializzata. Per questo è importante rivolgersi a professionisti che, oltre ad avere una solida competenza linguistica, vantino anche una competenza tecnica relativa all’ambito del testo.

Noi ci siamo preparati, abbiamo tradotto centinaia di brevetti in attesa di questo momento, ci siamo specializzati in meccanica, fisica, elettronica ed elettromagnetismo e ora siamo prontissimi. Al momento stiamo soltanto aspettando di poter finalmente digitare le fatidiche parole “La presente invenzione si riferisce a un apparecchio per viaggiare nel tempo e a un metodo di utilizzo dello stesso”, grande Giove!

Quindi, Doc, non farci attendere oltre, ti aspettiamo!

Christopher Lloyd In 'Back To The Future'

Roberta Striano

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