Game of Thrones: il ruolo strategico del multilinguismo

Il 12 aprile 2015 si avvicina. Per molti si tratterà di un giorno come un altro, ma per gli appassionati di Game of Thrones (“Trono di spade” nella traduzione italiana) è una data segnata da tempo sul calendario, perché coincide con la messa in onda negli USA della tanto attesa quinta stagione della serie TV creata da David Benioff e D. B. Weiss. Tantissime le anticipazioni lasciate trapelare da HBO, sia sul sito ufficiale della serie sia sui social, con succulente anteprime, retroscena esclusivi e curiosità. Per chi non lo avesse ancora visto, ecco il trailer ufficiale:

In attesa di scoprire il destino di personaggi vecchi e nuovi nella prossima stagione, ritorniamo ad alcuni avvenimenti delle stagioni precedenti dai quali emerge l’importanza strategica del multilinguismo nell’universo nato dal genio di George R. R. Martin che, nella saga di romanzi fantasy cui è ispirata la serie TV (A Song of Ice and Fire), racconta i giochi di potere e le lotte tra famiglie per la conquista del Trono di Spade.

Il mondo immaginato da Martin è multilingue, in ragione della vastità dei territori che lo compongono e della varietà di popolazioni che lo abitano, e i personaggi che conoscono le lingue di altri popoli dispongono di un potere strategico che gli altri ignorano. Sin dai primi episodi, scopriamo infatti che le loro negoziazioni sono facilitate e a loro disposizione hanno un canale di comunicazione privilegiato per ottenere aiuto nei momenti di difficoltà o per attirare seguaci.

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Traduttori in fuga: 5 luoghi per staccare la spina

Il mestiere del traduttore, si sa, come tutti i lavori intellettuali, è un’attività che richiede passione congiunta a un’elevata precisione, spiccata (talvolta ossessiva, ammettiamolo) attenzione al dettaglio e tanta, tanta organizzazione. Quanto può essere difficile stare alla larga dal laptop nel weekend e lasciare quell’ultima paginetta da completare, lì, in attesa fino al lunedì? Se non sei del mestiere, prova a chiedere a un traduttore…

Dati statistici di una ricerca di mercato condotta dall’AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti) riportano che i traduttori arrivano a lavorare in media anche fino a settanta ore a settimana. Settanta ore. A settimana. You know what I mean.

Ricominciamo: il mestiere del traduttore, si sa, come tutti i lavori intellettuali, è un’attività che richiede… TEMPO. Molto.

Tempo per curare i contatti con i clienti. Tempo per le ricerche documentali e terminologiche. Tempo per la traduzione vera e propria. Tempo per la revisione. Tempo per convincere il mondo di non essere dei dizionari viventi.

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